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Rischiamo di perdere i prodotti tipici a causa dell’andamento climatico

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Il pianeta non è più quello di un tempo. Ad accorgersene non è solamente l’uomo, da sempre in lotta con sé stesso e con le proprie abitudini, spesso eccessivamente dannose per il suolo, l’aria e l’atmosfera.

Sono le piante, gli animali e qualsiasi altro essere vivente che popola la Terra ad avvertire i segnali del cambiamento climatico, causato dalla moltitudine di comportamenti errati da parte dell’uomo.

 

La mano pesante dell’uomo e le cause dell’andamento climatico

Dall’inquinamento delle acque sino al problema rifiuti, dall’eccessiva industrializzazione alla deforestazione intensiva, l’uomo sta lentamente distruggendo lo stesso pianeta che ha dato la vita a un numero incalcolabile di esseri viventi.

In principio fu la prima rivoluzione industriale a causare un grande squilibrio naturale, avente come effetto una evidente diminuzione della qualità dell’aria; ai progressi industriali si sono aggiunti gli sfruttamenti eccessivi delle risorse non rinnovabili, le quali hanno portato ad un costante impoverimento del suolo terrestre dal punto di vista ambientale.

Ma i problemi non sono finiti qui.

Le conseguenze devastanti del cambiamento climatico sono osservabili anche e soprattutto nell’agricoltura, nelle coltivazioni, nei campi che ogni giorno producono i frutti, le verdure e le colture che finiscono direttamente sulle nostre tavole.

Già, perché gli squilibri delle temperature, su tutti l’innalzamento dello zero termico (avente come effetti lo scioglimento dei ghiacci, l’ingrossamento del livello del mare e un aumento significativo delle temperature), sta portando ad una modifica rilevante dal punto di vista agricolo: la perdita potenziale dei prodotti tipici.

 

Cosa sta succedendo al pianeta

Abbiamo accennato a come le attività dannose dell’uomo, prima su tutte l’industrializzazione massiccia, stiano comportando gravi conseguenze per il mondo intero. Tra le conseguenze più rilevanti abbiamo citato l’innalzamento dello zero termico, ossia il livello di altitudine in cui la temperatura dell’aria scende sino a 0°, per poi diminuire ulteriormente a seconda dell’altimetria del territorio.

Al di là degli effetti citati in precedenza, effetti quali lo scioglimento dei ghiacci e via dicendo, le ripercussioni più rilevanti si hanno dal punto di vista della temperatura della Terra.

I rischi derivanti dall’aumento della temperatura ambientale media (anche di un solo grado centigrado) sono disastrosi, anche per l’agricoltura italiana, che si distingue per essere uno dei territori più ricchi di biodiverità (sia animale che vegetale).

Questo ha contribuito a rendere i nostri prodotti culinari tra i più invidiati al mondo, quindi sono numerose le denominazioni e le certificazioni interessate a rischiare di subire danni a causa del cambiamento climatico.

prodotti tipici italiani

 

Abbiamo fatto riferimento all’agricoltura e a come i coltivatori possano rischiare di perdere i prodotti tipici dei loro raccolti.

Come si spiega tutto ciò?

Il problema consiste nel fatto che i prodotti tipici italiani vengono coltivati in determinate aree agricole, a certe temperature e a fronte di determinate condizioni climatiche.

L’incidenza dei raggi solari, la temperatura circostante, il microclima del territorio, le piogge e i metodi di coltivazione e di irrigazione sono fattori che, tutti insieme, garantiscono al raccolto di poter prosperare dando vita a colture dotate di un alto livello di specificità.

Per fare un esempio specifico, se piantati in aree territoriali nettamente differenti sul piano delle caratteristiche citate, semi di pomodori provenienti dalla stessa pianta daranno ortaggi differenti dal punto di vista della consistenza e del gusto ma non solo.

Un’ altra conseguenza è quella che può portare all’aumento dei prezzi di quei prodotti che oggi sono alla portata di tutti. Come la birra artigianale ad esempio.  A quanto pare, la siccità in progressivo peggioramento delle arre dedicate alla coltivazione del migliore orzo da birra, rischia di far diventare la materia prima sempre più scarsa sul mercato, determinando un’ impennata dei prezzi al consumo.

 

Cosa fare per cambiare la situazione

Alla luce di tutto ciò, si evince che un cambiamento è strettamente necessario.

E il cambiamento non può che riguardare le fonti di energia sfruttate dall’uomo prevalentemente in ambito industriale: stop alle deforestazioni,aumento delle superfici coltivabili, utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili quali aria, acqua e solare, diminuzione dell’utilizzo dei combustibili fossili, sfruttamento dei mezzi di trasporto elettrici e via dicendo.

Precauzioni di questo tipo, da adottare nell’immediato attraverso protocolli di emergenza, sono le uniche possibili soluzioni per avere maggiori probabilità di salvare il pianeta.

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